Firma digitale per le liste elettorali: la mia interrogazione

Tempo di lettura: 3 minuti

Pubblicato il 12/07/2022

La mia interrogazione sull’implementazione della firma digitale; nel petitum, si domanda al Governo se non intenda adottare iniziative per estenderne l’utilizzo anche in occasione delle sottoscrizioni delle liste elettorali.


Interrogazione a risposta scritta
presentata da
SIRAGUSA Elisa
testo di
Martedì 12 luglio 2022, seduta n. 724

SIRAGUSA, ROMANIELLO, DORI, MENGA e PAOLO NICOLÒ ROMANO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:

nel luglio scorso, con l’approvazione del decreto n. 77 del 2021, cosiddetto “Semplificazioni”, veniva introdotta la possibilità, per gli elettori, di sottoscrivere i referendum con la firma digitale. L’entrata in vigore del provvedimento produsse come effetto immediato, nel mese successivo, una straordinaria partecipazione popolare alla raccolta firme volta a promuovere i referendumsull’eutanasia e sulla depenalizzazione della cannabis: le due campagne raccolsero infatti, per via telematica, ben 999.860 sottoscrizioni;

lo scorso 29 giugno, però, il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, rispondendo a un’interrogazione parlamentare nella quale si chiedevano lumi in merito alla realizzazione della piattaforma digitale necessaria alla raccolta delle firme dei cittadini, affermava che «rispetto all’iter programmato sono sopraggiunte due novità: il parere del Garante della privacy, e le osservazioni tecniche del Ministero della giustizia. Io vorrei essere chiaro: il dettato normativo garantisce solo la digitalizzazione della raccolta delle firme, che è il segmento iniziale del processo di promozione dell’iniziativa, ma non consente una completa digitalizzazione, estesa per esempio all’autenticazione delle firme o alla raccolta dei certificati elettorali, che sono disciplinati ancora in maniera analogica»;

in altre parole, la piattaforma di raccolta firme sui referendum non permetterà di «autenticare e certificare le firme», ma solo di sottoscrivere i quesiti, rendendo di fatto inutile la firma digitale. Inoltre, con l’entrata in funzione della piattaforma pubblica, non sarà più possibile firmare con SPID i referendum neppure su piattaforme private, come avvenuto nei precedenti referendum;

la dichiarazione del Ministro citato ha provocato la reazione dell’Associazione Luca Coscioni, secondo la quale quanto affermato dal Ministro non rispetterebbe «la legge del 2020, gli impegni presi a seguito di intervento nei confronti dell’Italia delle Nazioni unite nell’ambito del caso “Staderini/De Lucia vs Italy” e gli impegni assunti dal Ministro con i comitati promotori dei referendum». Infatti, «le parole del Ministro smentiscono sue precedenti dichiarazioni sulle funzioni della piattaforma, oltre a tradire la stessa legge in materia, secondo cui le firme digitali non sono soggette ad autenticazione per via analogica (articolo 344 legge n. 178 del 30 dicembre 2020)»;

nel parere del Garante per la protezione dei dati personali citato dal Ministro, si parla di «profili critici» emersi dall’esame del provvedimento, e di rischi in merito al fatto che il «trattamento dei dati dei sottoscrittori competa (…) al gestore della piattaforma, al quale è demandato l’intero sviluppo dell’infrastruttura, secondo regole che lui stesso redigerà». L’autorità però, non chiedeva la cancellazione del provvedimento, ma unicamente la «revisione del testo»;

i problemi rilevati dal Garante parrebbero infatti risiedere nel «draft del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri» (“Referendum, perché il Garante della privacy ha detto No alla piattaforma per le firme digitali”, Il Fatto Quotidiano, 14 aprile 2022);

lungi dall’interrompere il processo di digitalizzazione necessario alla vita democratica del nostro Paese, gli interroganti ritengono che la possibilità di firmare per via telematica debba essere estesa anche alla presentazione delle liste elettorali. A tal proposito, lo scorso luglio, il Governo accolse l’ordine del giorno 9/03146-AR/090 con il quale si impegnava a semplificare la procedura di sottoscrizione delle liste elettorali delle elezioni di rinnovo dei Comites, contemplando la sottoscrizione per via telematica –:

se non si intendano proseguire i lavori della piattaforma, garantendo il funzionamento della firma digitale nei prossimi referendum;

se il Governo non intenda adottare iniziative per estendere la possibilità di usufruire della firma digitale anche in occasione delle sottoscrizioni delle liste elettorali.
(4-12572)

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